L’obiettivo di utilizzare la tintura per la chioma accomuna tutti i periodi storici: contrastare l’invecchiamento o cambiare look.
La colorazione dei capelli continua a evolversi con nuove tecnologie e tendenze che mettono in risalto la personalizzazione e la sostenibilità. Tra le tipologie di tinte più popolari oggi troviamo le colorazioni semi-permanenti, che offrono un cambiamento di colore senza l’impegno a lungo termine e sono ideali per chi desidera sperimentare nuove tonalità. Anche le tinte naturali, realizzate con ingredienti biologici e privi di sostanze chimiche aggressive, stanno guadagnando terreno grazie alla crescente attenzione per la salute del cuoio capelluto e l’ambiente. Inoltre, il balayage e il babylights rimangono tra le tecniche più richieste nei saloni di bellezza, grazie alla loro capacità di creare effetti di luce e sfumature naturali.
Le colorazioni in toni pastello e metalliche, come il rosa polvere e l’argento,sono preferite dalle persone più audaci che desiderano un look unico e distintivo. Infine, le tinte “root smudge”, che consentono una transizione più morbida tra il colore naturale e quello trattato, sono particolarmente apprezzate per il loro effetto naturale e la bassa manutenzione. Ma come è nato tutto questo? La colorazione dei capelli è un trattamento che affonda le proprie origini in epoche remote, risalenti addirittura alla preistoria. I metodi utilizzati anticamente per l’applicazione delle tinture sono stati di ispirazione nel Novecento e hanno permesso di arrivare alle attuali tecniche utilizzate nei saloni di tutto il mondo.

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Dall’Egitto a Roma
La consuetudine di ricreare il proprio colore originario e applicarlo sui propri capelli era già diffusa in epoche antichissime: infatti le donne preistoriche erano solite coprire i capelli bianchi con la terra d’ocra rossa e gialla, i cui pigmenti permettevano di colorare le chiome. Mentre nell’antico Egitto si utilizzava l’hennè come colorante naturale per tingere i capelli delle donne appartenenti ad alti ranghi della società: Cleopatra e le sue donne di corte erano solite usare l’hennè nero per la tintura dei capelli. Inoltre le foglie essiccate di hennè hanno la caratteristica di creare volume e rafforzare la chioma.
Come in Egitto, anche nell’antica Roma si teneva in maniera particolare all’aspetto fisico e perciò l’acconciatura aveva un ruolo centrale per le donne romane che usavano colorare i propri capelli per cambiare il loro aspetto e sentirsi più belle, oltre che per nascondere i segni del passare del tempo.
Secondo le fonti storiche, le donne dell’antica Roma erano solite tingersi la capigliatura con colori diversi, dal biondo al castano senza tralasciare l’azzurro, che all’epoca era considerato un colore di tendenza. Oltre a componenti naturali, come i fiori di camomilla o i tuorli delle uova, che avevano proprietà ravvivanti e lucidanti sul biondo creando un effetto aureo, le romane impiegavano anche antimonio nero e piombo per ottenere l’effetto scuro, anche se si trattava di sostanze altamente nocive per la salute.
Le tecniche nell’antica Grecia
Invece i Greci avevano scoperto che potevano cambiare tonalità ai loro capelli con gli stessi pigmenti adoperati per tingere i tessuti, come lo zafferano e la curcuma che erano destinati alle chiome bionde. Un’altra tecnica consisteva nel mescolare la cenere di faggio con grasso animale per contrastare l’invecchiamento e scurire i capelli bianchi.
Ma nell’antichità, come nei giorni nostri, colorare i capelli non era un’usanza esclusivamente del mondo femminile. Secondo alcuni riferimenti storici, il noto condottiero Alessandro Magno era dedito a colorare i propri capelli con una tonalità color miele, grazie a una miscela a base di fiori di zafferano e acqua di potassio.
Il “rosso Tiziano”
Durante il Rinascimento il colore dei capelli torna protagonista con un dorato ramato, definito “rosso Tiziano”, il colore prediletto dal noto pittore veneziano per rappresentare la femminilità. Infatti scelse questa particolare tinta per conferire alle donne dei suoi quadri un aspetto sensuale, al contrario gli altri artisti dell’epoca raffiguravano le donne con vigorose chiome bionde.
Specialmente a Venezia, le donne usavano tingersi di biondo con intrugli a base di fiori di lupino e zafferano. Le signore dell’epoca rimasero entusiaste di fronte all’innovativo rosso Tiziano, tanto che decisero di riprodurre la tonalità creata dal pittore utilizzando una soluzione contenente idrossido di potassio.
Innovazioni dal XIX secolo
Durante l’epoca vittoriana, tra il 1837 e il 1901, invece, tingersi i capelli divenne un’abitudine esclusiva delle dame appartenenti alle classi sociali più aristocratiche, che ricorrevano alla tintura per differenziarsi dalle classi più disagiate.
Dalla fine dell’800 in poi ci furono diverse creazioni e innovazioni nell’ambito della cura e colorazione dei capelli. Ma il vero anno di svolta fu il 1907, quando il chimico e farmacista francese Eugène Schueller realizzò la prima colorazione per capelli con materiali sintetici, a cui diede il nome di Oreale. Alcuni anni dopo fondò l’azienda L’Oreal che iniziò a fornire i suoi prodotti ai migliori parrucchieri di Parigi e che oggi è una multinazionale del settore beauty.
Ma bisogna attendere il periodo del boom economico per la diffusione commerciale delle tinture. Infatti tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento si assistette alla massificazione dei prodotti coloranti per saloni e per uso casalingo.
L’influenza della cultura punk
In seguito, negli anni Ottanta, dopo la rivoluzione punk che ha lanciato i cosiddetti “crazy colors”, tinte dalle tonalità estrose che diventano un vero e proprio tratto distintivo delle band musicali rock molto imitato dai giovani dell’epoca e non solo dalle teenager perché colorarsi i capelli con colori eccentrici diventa anche una prerogativa maschile.

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Gli anni Novanta, invece, sono caratterizzati dalle colorazioni con un effetto meno “studiato”, con un tocco volutamente disordinato. Infine, negli anni Duemila, le tinte per capelli hanno seguito l’andamento delle collezioni di moda: le colorazioni più richieste nei saloni erano i balayage e gli shatush che ricordano le mèches utilizzate nel passato per ottenere una chioma dorata.
Oggi, i prodotti utilizzati nei saloni sono pensati e realizzati con componenti che mirano, non solo a salvaguardare la salute della chioma e del cuoio capelluto, ma anche a rispettare l’ambiente. Infatti gli ingredienti utilizzati nelle formulazioni delle colorazioni sono sempre più green e anche dal punto di vista cromatico, le nuances si ispirano sempre più al concetto di colorazione “naturale”. Attualmente la tendenza è quella di ricreare delle tonalità il più possibile autentiche, che rimangano fedeli al colore originario.
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