Scopriamo perché trattare i capelli biondi richiede abilità e attenzione, e come il brand Zanivan [Life is Blonde] si è affermato come punto di riferimento nel settore
Il biondo è, nell’immaginario collettivo, il colore della leggerezza. Ma questo colore richiede una professionalità tutt’altro che scontata. Lo sa bene Nicola Zanivan: con il brand Zanivan [Life is Blonde], ha creato a Torino un salone specializzato nei capelli biondi e con schiariture.
Perché il biondo?
La passione per i capelli biondi nasce venticinque anni fa, quando lavoravo in una zona dove le donne preferivano questa nuance di colore. Questa passione è diventata anche il mio modo per differenziarsi dalla concorrenza di altri saloni.
Quali sono le difficoltà nel trattare un capello biondo?
La difficoltà non è tanto nel trattare i capelli già biondi, quanto trasformarli per farceli diventare. Il nostro target di clientela è una donna tra i 20 e i 40 anni, con capelli lunghi a cui sono stati già fatti dei trattamenti, non sempre adeguati. Per questo motivo, partiamo sempre con una consulenza che prevede un “ciocca-test”, attraverso la quale verifichiamo la reazione del capello in fase di schiaritura per studiare come arrivare alla nuance desiderata o più adatta alla cliente.
Occorrono skill particolari per specializzarsi nel mondo dei capelli biondi?
Certamente alla base è necessaria una buona manualità, la capacità di ascoltare le reali esigenze della cliente e la curiosità di sperimentare tecniche e prodotti nuovi. Ma tutto questo non basta, perché la parola d’ordine è “attenzione”: noi lavoriamo costantemente con prodotti chimici che possono compromettere i capelli. Quindi, se la regola di un parrucchiere è quella di non banalizzare mai un risultato, per un esperto del biondo questa regola diventa fondamentale in tutto il processo di realizzazione. A volte è necessaria l’autorevolezza di dire anche «no» alla cliente perché, in fatto di biondi, scusi il gioco di parole ma.. se ne sono già viste di tutti i colori!
Cosa intende? Che il biondo non è per tutte?
Non questo, ma che non sempre i capelli si schiariscono fino a quanto vorrebbe la cliente. Bisogna tenere conto delle sue esigenze e dei suoi desideri, ma anche dell’armocromia per ottenere il risultato migliore che valorizzi la persona. È un lavoro complesso, perché non sempre la cliente arriva preparata per accettare la nuance che crediamo sia più adatta per lei. In questo, la specializzazione aiuta tantissimo rispetto a un parrucchiere generalista, per il quale alcune trasformazioni sono più difficili da ottenere e da far accettare.
Quale aspetto dell’organizzazione del suo salone vi contraddistingue?
Chi viene nel mio salone trascorre con noi 4/5 ore per i trattamenti che il biondo richiede. La nostra peculiarità è che la cliente viene seguita dall’ingresso fino a quando esce dal salone sempre dalla stessa persona. Questo consente di creare un rapporto di fiducia che è molto importante sia per lei che per il professionista. Per noi la cliente è preziosa, per questo diamo una garanzia sul biondo, offrendo una tonalizzazione gratuita fino all’ottavo mese dalla prima visita, un percorso a step per aiutare a mantenere il colore luminoso anche dopo mesi.
Quanti collaboratori ha?
Sette, e ognuno di loro è in grado di eseguire tutte le lavorazioni, tranne la più giovane che sta facendo ancora un’esperienza formativa. Sono dei veri stilisti del biondo, perché integrano la forma al tipo di biondo che consigliano e al tipo di ricostruzione a cui viene sottoposto il capello.
Pubblicate anche un magazine?
Due volte all’anno pubblichiamo questa rivista patinata dedicata alle bionde, “Magablonde”, con tutte le tendenze sia in termini di trattamenti che di stile e di prodotto. È un modo per rendere anche tangibile il lavoro che c’è dietro a un nuovo tipo di schiaritura, e per indirizzare il nostro pubblico alle proposte moda più contemporanee.
Cosa consiglierebbe a chi oggi si incammina verso questa professione?
Chi inizia deve avere innanzitutto passione per questo lavoro, perché è un percorso lungo che richiede molti sacrifici. È necessario avere le idee molto chiare sul proprio futuro, sia in termini di crescita professionale che di ruolo da rivestire. Poi, quando ci si mette in proprio, consiglio di affiancare ai corsi tecnici anche una formazione sul marketing, perché il nostro lavoro non è più quello del passato. Oggi devi avere il tuo brand e sapere dove vuoi posizionarti per diventare, oltre che un ottimo parrucchiere, anche un vero imprenditore.
E a chi vuole specializzarsi nel trattamento di capelli biondi?
Suggerirei di non fermarsi alle apparenze, nel senso che sul web si nascondono tante insidie e non tutto quello che si vede è reale. Pertanto, consiglio tanta formazione, sia online, perché consente di vedere e rivedere più volte i filmati, che dal vivo, perché i corsi in presenza ovviamente consentono di maneggiare i capelli e di fare una pratica ancora più efficace.





