Leonardo Pagliuca: «Una bottega vera può diventare luogo di crescita»

di Elisa Marasca
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Il titolare de “La Barbieria di Tradate”, in provincia di Varese, riflette sul valore della trasmissione del mestiere e sulla necessità di creare contesti professionali solidi per le nuove generazioni di barber.

Quasi trent’anni di esperienza, sette trasferimenti di negozio e una clientela che lo ha sempre seguito. Leonardo Pagliuca, titolare de “La Barbieria di Tradate, è oggi un riferimento per la barberia italiana, attivo anche nella formazione di giovani professionisti. Specializzato in barbe e sfumature, è formatore per l’azienda Gamma Più e tutor per Immortal Italia. Il suo negozio è diventato un punto di riferimento grazie a uno stile personale e diretto, dove il cliente non è solo un numero, ma parte di una piccola comunità. Intervistato da Hair Stars in occasione dell’evento Esperienza Esclusiva a Bologna, ha condiviso la sua visione su etica, formazione e valore delle relazioni costruite nel tempo.

Come mai hai scelto questo mestiere?

In realtà credo sia stato il mestiere a scegliere me. A scuola ero un po’ turbolento, diciamo così, e mio padre — per tenermi fuori dai guai — decise di mandarmi a lavorare nella bottega di un suo amico, ancora prima che finissi gli studi. E da lì è nato tutto. Ho cominciato come “ragazzo spazzola”, quello che puliva le camicie dei clienti prima che rimettessero la giacca. Vivevo vicino al confine svizzero e prendevo talmente tante mance che guadagnavo più della mia maestra. È stato il mio primo contatto con il lavoro… e mi è piaciuto da subito.

 

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Chi è il tuo cliente ideale?

Diciamo che da me viene di tutto: dal bambino al signore anziano. Lavoro da 29 anni, quindi molte delle persone che oggi sono clienti storici, le ho conosciute da giovani. Anche se mi sono trasferito ben sette volte nel corso della mia carriera, molti di loro continuano a seguirmi. Questo per me vale tantissimo. È un segno di fiducia che mi porto nel cuore.

Come ti spieghi questa fedeltà così forte?

Credo che il segreto stia nell’aver costruito con loro un rapporto reale, che va oltre il taglio di capelli. Organizzo spesso delle serate solo per clienti fissi: cene, mangiate tra uomini, si ride e si sta bene. Siamo una sorta di piccola famiglia. Ed è questo il punto: i miei clienti non si sentono solo clienti. Per molti di loro, cambiare barbiere significherebbe quasi tradirmi. E questa è una cosa che mi commuove ogni volta.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Il mio sogno è quello di replicare questa realtà anche in altri luoghi. Ma la difficoltà più grande oggi è trovare forza lavoro qualificata. In Italia ci sono tante scuole per parrucchieri, ma pochissimi veri barbieri. Purtroppo, tanti ragazzi oggi si sentono sfruttati nei saloni: lavorano ore infinite, spesso mal pagati, e per questo preferiscono aprire piccoli negozi in casa. Il mio obiettivo è far capire loro che non siamo tutti uguali. Una bottega vera, con la giusta guida e rispetto, può diventare un luogo di crescita e formazione. Ed è questo il messaggio che voglio trasmettere ai giovani che entrano in questo mestiere.

Elisa Marasca

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