Alessandro Picchianti rivela che non solo i trattamenti specifici per capelli biondi, ma anche una comunicazione online curata ha attirato nei saloni di Firenze e Livorno molte clienti, tra cui atlete e star dello spettacolo.
Store manager e marketing manager sono figure chiave per la crescita del salone di parrucchiere. Ce lo ha raccontato Alessandro Picchianti, che riveste questo ruolo per “I love blonde”, presente a Firenze con il salone storico e ora anche a Livorno, con il secondo negozio.
Come nasce il tuo ruolo all’interno di un salone di hair style?
Provengo da un settore totalmente diverso, quello legale, ma ho lavorato con il salone che poi ha preso il nome e il brand di “I love blonde” per sei anni. L’ho fatto sviluppando il brand, focalizzandolo sul biondo, rafforzando il posizionamento, quintuplicando il fatturato e arrivando all’apertura, due anni fa, del secondo salone. Ora mi occupo anche della formazione di altri marketing e store manager, una figura professionale nuova per la quale abbiamo creato un percorso di formazione che già oltre 240 persone hanno seguito.
“I love blonde” è specializzato nel trattamento dei capelli biondi. Una così netta specializzazione non rischia di limitare la crescita del salone?
Questo salone prima aveva un altro nome e proponevano tutti i tipi di servizi, ma erano particolarmente bravi nelle schiariture. Perciò ci siamo concentrati su questo loro punto di forza, che era anche quello maggiormente remunerativo. Perciò abbiamo creato questo format incentrato sulle schiariture. Il biondo per noi non è solo il platino o le varie tipologie di biondo. Parliamo di biondo ogni qualvolta si fanno delle schiariture anche su basi di capelli più scure. Questo non limita il nostro servizio, ma anzi lo amplia e funziona perché nel campo del biondo c’è davvero di tutto. È il servizio più difficile per un parrucchiere, e che più facilmente scontenta le clienti.
Cosa caratterizza il vostro salone?
Il nostro approccio, oltre alla tecnica, è sempre consulenziale. Cerchiamo di capire le abitudini della cliente e come potrà mantenere un certo tipo di lavoro una volta a casa, la base di colore di partenza, la tipologia di capello e le aspettative – facendo, ogni volta, un preventivo.
Avete anche clienti famose. Come si guadagna la loro fiducia? Come arrivano a voi?
Lavoriamo su tutte le piattaforme social e insieme a Zanivan siamo stati i primi a specializzarsi nel biondo. Quindi abbiamo cavalcato questo primato con la comunicazione, che facciamo anche in lingua inglese. Essendo a Firenze, ci muoviamo in un contesto che si presta bene a questo tipo di approccio. Non è infrequente incontrare per strada vip e personaggi noti.
Ci racconti un aneddoto?

Uno molto divertente riguarda la tennista Camila Giorgi, che ci mandò un messaggio su Whatsapp per prendere un appuntamento. Ovviamente il numero per noi era sconosciuto quindi non sapevamo chi ce lo stesse chiedendo e la facemmo anche aspettare. Quando poi è venuta in salone, mi dicevo che il suo nome mi ricordava qualcosa e mi è bastata una semplice ricerca sul web per avere conferma che quella ragazza era proprio la campionessa del tennis che aveva appena partecipato al torneo di Wimbledon! Tra le nostre clienti ci sono state anche la stella di Beautiful Katherine Kelly Lang e la showgirl Rossella Brescia.
Quali attività di marketing conducete con maggior successo?
La comunicazione online deve essere fortissima al giorno d’oggi, perché sappiamo tutti che, quando una persona ti consiglia un parrucchiere, la prima cosa che fai è andare a vedere le sue pagine social. Noi siamo multi-piattaforma e abbiamo acquistato autorevolezza nel tempo. La comunicazione online deve però trovare riscontro anche in quella offline. Nelle vetrine del negozio, per esempio, e all’interno del salone. La promessa deve essere rispettata per non tradire le aspettative del cliente. Abbiamo avuto anche grandi risultati da operazioni di co-marketing. Tra le clienti di ogni salone ci sono sicuramente anche imprenditrici, e noi abbiamo organizzato un evento, lo scorso Natale, coinvolgendo alcune di loro. Ognuna ha portato dei campioni dei propri prodotti e c’è stata un’attività promozionale incrociata che, con il minimo investimento, ha dato grandi risultati.
Qual è l’aspetto più delicato della gestione dei collaboratori?
Sono due. Il primo è la selezione. Scegliere le persone giuste è fondamentale. Capire i loro valori, le loro prospettive è importante per creare collaborazioni durevoli. La tecnica è importante ma può passare in secondo piano perché è anche compito nostro formare i collaboratori. Il secondo aspetto è l’aver codificato esattamente tutto quello che succede all’interno del salone. Abbiamo creato un manuale che consegniamo ai nuovi collaboratori, che lo studiano per sapere cosa fare in ogni circostanza, con istruzioni precise. Questo è stato fondamentale per l’apertura anche del secondo salone a Livorno. I due saloni rispondono alla direzione artistica di Nicola Costantino, ma lavorano in piena autonomia perché ognuno sa esattamente cosa fare in base al proprio ruolo.




