Natura, eccellenza e bellezza: i valori di Giorgio Parrivecchio

di Angelina Tortora
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Con costanza e dedizione, ogni sogno può diventare realtà. Parola di Giorgio Parrivecchio, che in questa intervista parla della sua carriera, della sua filosofia di lavoro e dei segreti del successo a livello internazionale nel mondo della bellezza.

Ha ottenuto riconoscimenti internazionali e collaborazioni importanti. Quella di Giorgio Parrivecchio – nato a Palermo e attratto fin da piccolo dal mondo dell’hair styling – è una sfida imprenditoriale di successo. Che parte da un passaggio generazionale fatto di esperienza, stile e innovazione. 

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Cosa l’ha spinta a creare il suo brand?

Sono nato e cresciuto a Palermo, e fin da piccolo ho sempre familiarizzato con pettini e forbici. Il tutto è iniziato quando mio padre, nel 1979 aprì il nostro primo salone nel centro di Palermo, e oggi, in quanto figlio d’arte, sono fiero ed orgoglioso di continuare a raccontare questa storia fatta di amore e passione. A casa giocavo guardando le videocassette dei parrucchieri come Dessange, Bruno Pittini, Sassoon e Longueras. Mi piaceva tantissimo guardarli mentre lavoravano e mi divertivo a replicare tagli e acconciature sulle poupette: non avendo minimamente idea di chi fossero e senza metodo mi limitavo a copiarne i movimenti. Oggi, questi giganti dell’acconciatura mondiale e tantissimi altri sono ancora i miei idoli perché continuano a essere una guida per tantissimi acconciatori, e sono stati capaci di elevare la nostra categoria. 

Qual è l’orizzonte della sua attività?

La mission della nostra azienda è sintetizzata in 3 frasi: la natura come fondamento; l’eccellenza come obiettivo e la bellezza come orizzonte. La natura è la fonte d’ispirazione per il nostro metodo, per ogni nostro servizio, per ogni nostra creazione. L’eccellenza: pensiamo che non esista motivo migliore di vivere se non quello del lavoro su se stessi. Bisogna migliorarsi ogni giorno, bisogna aggiungere uno 0,01% ogni giorno, perché solo così possiamo migliorare personalmente e professionalmente. Il fine ultimo di tutto questo è la bellezza, perché crediamo fortemente nella bellezza di ogni essere umano. Solo quando riconosciamo la nostra bellezza possiamo amarci un po’ di più, ed essere in pace con ogni cosa che ci circonda. Il nostro ruolo di acconciatori è quello di esaltarla, valorizzarla e rispettarla, compiendo un vero e proprio atto di amore verso gli altri. 

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Come sceglie i collaboratori e come interagisce con loro?

Scelgo i miei collaboratori in modo molto semplice: li guardo negli occhi e dallo sguardo devo scorgere lo stesso smisurato amore che provo io per quest’attività. Non è necessario che abbiano già esperienza: cerco in loro umiltà e passione, poi alla formazione ci pensiamo noi.  La nostra formazione si divide in 4 livelli. Per ogni livello, ogni collaboratore ha un percorso di formazione doppio: da una parte è seguito dai percorsi formativi del nostro partner aziendale (Wella Professionals), d’altra è seguito da un training interno dove impara metodo e protocolli, in modo da essere allineato a tutti i processi aziendali.  La struttura del nostro team è gerarchica, che condivido con due mie persone fidate: la direttrice tecnica e la direttrice stilistica, che rappresentano il punto di riferimento dei ragazzi all’interno del salone. L’interazione con ognuno di loro è sempre la stessa, ovvero comunicare tutto. Io condivido con lo staff obiettivi, strategie, analisi, report. Insomma sono loro che hanno la responsabilità del salone. 

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Quale strategia ha messo in atto per affrontare il momento difficile che ha investito la vostra categoria?

Ho aperto il mio salone il 6 Ottobre 2020 (siamo una startup) in piena pandemia, utilizzando tutte le risorse economiche, esattamente qualche settimana prima del lockdown. La situazione è stata molto complicata, tra chiusure varie (zone rosse e gialle) e aumento delle utenze. Non è stato facile.  Ma questo non ha scalfito la nostra azienda, dalla sua apertura a oggi. Siamo al terzo anno in forte crescita. Solo al primo anno siamo rientrati con i costi sostenuti per investimenti. Registriamo una crescita del 33% e stiamo programmando l’inserimento di nuove figure per sviluppare maggiormente la parte di servizi dedicata all’uomo. L’unica strategia possibile è quella di avere un’analisi accurata del proprio salone. Bisogna elaborare un vero e proprio piano economico, valutando gli incassi giornalieri, quali servizi mantenere, quali eliminare o quali estendere. Tutto questo è possibile con la realizzazione di un metodo e dei protocolli per ogni area di competenza. Inoltre, è necessario condividere tutto questo con il proprio team. Infine, bisogna saper comunicare. L’insieme di questi 3 elementi è la chiave del successo di ogni salone.

Quale evento ha segnato positivamente la sua carriera?

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La mia vita è cambiata quando ho incontrato James Longagnani, il mio maestro e ancora oggi la mia fonte d’ispirazione. Contestualmente la mia vita professionale è cambiata con la vittoria del Wella Professionals TrendVision Award, uno dei più importanti concorsi internazionali per parrucchieri. Sono stato il primo italiano a conquistare il podio, e questo mi ha permesso di confrontarmi con colleghi di tutto il mondo e di ampliare il mio campo visivo sul nostro settore. Da lì sono venute tantissime altre esperienze belle, come avere la direzione artistica di X Factor, lavorare a fianco di brand internazionali come Dolce&Gabbana, e di seguire la maggior parte delle sfilate durante la Milano Fashion Week. 

Qual è il suo mantra e perché?

La scrivo prima in siciliano e poi traduco: ≪Dissi u surci a nuci, dammi tempu ca te perciu≫. Letteralmente significa: ≪Disse il topo alla noce, dammi tempo che ti apro≫.  Questo è il mio motto, che raggruppato in un’unica parola sarebbe “costanza”: i nostri sogni vanno realizzati e per raggiungerli abbiamo bisogno di costanza. Ogni giorno dobbiamo pensare solo a quello, e prima o poi quella noce si apre.

 

Angelina Tortora

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