Giancarlo Baldestein, una carriera di soddisfazioni: «Vorrei trasmettere un metodo ai giovani»

di Annarita Cacciamani
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Per l’hairsylist Giancarlo Baldestein la formazione è importantissima: «Non basta una messa in piega per essere parrucchieri. Insegniamo a scegliere il taglio e il colore giusto per i lineamenti e la personalità della cliente»


Giancarlo Baldestein
ha pettinato personaggi del calibro di Renato Zero, Gassman padre e figlio, Penelope Cruz. Oggi Baldestein ha spostato il suo salone da Roma a Fregene, in un ambiente sereno e rilassato. In questa intervista ci racconta le tappe della sua carriera, soffermandosi sull’importanza della formazione, soprattutto per i giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro.

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Giancarlo, lei ha iniziato a lavorare giovanissimo. Ci può riassumere il suo percorso professionale?

Ho iniziato a lavorare a 14 anni in un salone di via Veneto, a Roma. Dopo quache mese mi hanno licenziato per aver cercato di ‘fare troppo’. La mia posizione era quella di shampista, ma fui trovato nel salone, una zona dove non mi era permesso stare, dato che il mio unico compito era lavare i capelli. Poi ho conosciuto Pino Chirico, il mio maestro, e ho iniziato a lavorare con lui. A 16 anni ho esordito a Cosmoprof (importante fiera dell’hair&beauty). A 21 anni ho aperto il mio primo salone con 6 dipendenti. Tredici anni dopo ho aperto un altro salone e da qui la mia carriera ha preso il volo. Ho lavorato dietro le quinte di molte edizioni del Festival di Sanremo, ho seguito Renato Zero e collaborato con tante aziende. Il salone in via Veneto era di 400 metri quadri, con 25 dipendenti. Eravamo all’interno di un hotel, ma quando ha chiuso siamo dovuti andare via. Così ne ho approfittato per realizzare il mio sogno: lavorare in un luogo dove c’era il mare. E mi sono trasferito a Fregene, dove vivo e lavoro in modo più tranquillo e rilassato. Penso sia giusto a 62 anni. Nella mia carriera mi sono tolto davvero tante soddisfazioni: ho pettinato molti vip, ho lavorato in tanti eventi e ho creato una clientela di élite che mi raggiunge anche dall’estero.

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Cos’è il metodo Baldestein?

A un certo punto della mia vita mi sono accorto che mancava un metodo ai giovani. Il metodo Baldestein insegna tutto dalle basi. Io ho avuto la possibilità di lavorare con i più grandi del nostro settore e ho imparato tanto, a partire dalla conoscenza degli strumenti che si utilizzano, e ho pensato che sarebbe stato utile trasmettere ai giovani le mie conoscenze. Sostanzialmente quello che insegniamo è applicare il giusto taglio e il giusto colore in base ai lineamenti e alle forme della persona, in base alla personalità e allo stile di vita. A questo punto del mio percorso vorrei trasmettere un metodo e una disciplina ai giovani, dato che vedo che spesso mancano le conoscenze di base e la formazione.

Perché una donna dovrebbe scegliere di venire da voi?

Per tutta l’esperienza accumulata in questi anni. Ho avuto tante clienti top, ho pettinato Gassman padre e figlio, Monica Bellucci, Penelope Cruz, fatto acconciature per copertine di riviste. Una volta che una donna ti sceglie è “per sempre”: ho clienti che pettino da quasi 50 anni. Il vero successo è quando le madri ti portano le figlie e poi le nipoti: questo vuol dire che si è sempre sulla cresta dell’onda.

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Quali strumenti di marketing utilizzate?

Ci affidiamo ai corsi di Lele Canavero, mentre i nostri social sono gestiti da Progetti Parrucchieri. Sono riusciti a spiegare in maniera perfetta la scelta di trasferirsi a Fregene e far capire alle persone perché vale la pena spostarsi da Roma a Fregene per venire da noi.

Quanto è importante la formazione per un parrucchiere?

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Moltissimo. I parrucchieri devono credere molto di più nella formazione. Da ragazzo andavo in Inghilterra una settimana al mese per imparare meglio il mestiere, ed è stato importantissimo. Bisogna riportare nella formazione il saper fare le cose, che ora si è perso. I ragazzi pensano che si trovi tutto online, ma non è così, manca sempre qualcosa. Bisogna approfondire e capire bene per avere risultati. Per esempio, se avessi conosciuto prima Lele Canavero sono certo avrei fatto ancora di più. Si deve lavorare non sulla quantità ma sulla qualità, e per questo da noi si viene per un total look. Formarsi è fondamentale, bisogna aprire gli occhi, guardarsi intorno, imparare a fare più cose possibili. Non basta fare una messa in piega per essere parrucchieri.

 

Annarita Cacciamani

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