Collaborare per crescere: quando il salone diventa una rete di alleanze

di Giorgio Pirani
Al Festival “Collaborare per Crescere”, il direttore editoriale di questo magazine Lele Canavero e i suoi ospiti hanno spiegato il valore di partnership strategiche e lavoro di squadra nei saloni hair&beauty. Con un occhio ai trend 2026.

 

Il Festival Imprenditori della Bellezza 2025 – “Collaborare per crescere” ha portato sul palco una certezza. Nel mercato hair&beauty di oggi la vera differenza non la fanno i saloni che lavorano da soli, ma quelli che sanno costruire relazioni strategiche e durature. Si è parlato di questo e molto altro all’evento tenutosi all’Hotel Savoia Regency di Bologna il 23 e 24 novembre 2025. Sotto la guida di Lele Canavero, l’evento ha mostrato come la collaborazione possa diventare un motore di crescita, fatturato e autorevolezza.​

L’importanza delle collaborazioni

Il programma della prima giornata ha accompagnato i partecipanti in un percorso completo sulle partnership da realizzare, dall’idea alla messa in pratica. La mattina è stata dedicata a individuare i partner giusti e costruire proposte chiare e vantaggiose da diventare difficili da rifiutare, partendo da una domanda: perché collaborare?

Le motivazioni possono essere diverse, come incrementare la visibilità e combattere l’anonimato, arrivando così a clienti altrimenti inaccessibili. Oppure per gratificare la propria clientela e rafforzare la propria autorevolezza. «Le collaborazioni dovrebbero generare tra il 20% e il 33% dei nuovi clienti, con picchi anche superiori, trasformandosi in un canale stabile di acquisizione», ha affermato Lele Canavero sul palco​.

Nel pomeriggio invece spazio a casi studio extra hair&beauty, con le persone che hanno raccontato come, grazie alle giuste sinergie, siano riusciti a moltiplicare il fatturato. Come la Bionderia di Pinerolo, che, stringendo una collaborazione con un bar, ha dato vita all’Aperibiondo, mettendo in relazione un salone specializzato nel biondo e le “bionde” delle birre. Ma anche le sinergie con gli influencer, come ha fatto la realtà di Burbero Barber di Brescia con la pagina Orgoglio_Bresciano, facendolo conoscere online e portandogli molti nuovi clienti.

Quando non farle

Se è importante capire quando stringere degli accordi, lo è altrettanto capire quando non conviene farlo. «Non ha senso affiancare il proprio brand a chi non condivide i valori del salone, non lavora con la stessa cura o non ha un pubblico in target, perché la coerenza è la prima forma di rispetto verso il team e i clienti», ha spiegato Canavero.​

Da qui l’invito a partire sempre da un’analisi strategica: prima si individua la tipologia di partner, poi si seleziona l’azienda giusta. In questo modo si evitano scelte dettate solo dall’entusiasmo del momento. «Sbagliare analisi significa correre nella direzione sbagliata; sbagliare tattica, invece, permette di imparare e correggere il tiro senza compromettere la strategia».

Gli incontri con gli ospiti

La seconda giornata è stata arricchita dagli interventi di numerosi ospiti che hanno portato sul palco visioni ed esperienze complementari. Il formatore Gianluigi Rendinelli ha approfondito il tema del lavoro di squadra, quindi come costruire team coesi e collaborativi, capaci di supportare il titolare nei progetti più ambiziosi.

Tra i momenti più attesi c’è stata l’intervista a Chiara Ambrosano, anima di Scarpette Tatouche. Con un seguito da 123mila follower su Instagram, Ambrosano ha raccontato di come ha trasformato il suo salone in un punto di riferimento, grazie partnership coerenti con i propri valori. Nel talk show pomeridiano, il confronto tra Loredana Cossu, Chiara Ambrosano, Antonello De Lucia, Gianluca Lo Stimolo e Juna Colombatto ha offerto uno sguardo concreto su come nascono, si negoziano e si mantengono nel tempo collaborazioni di valore, tra territorio, brand e comunicazione digitale.

Coerenza, analisi e partner ideali

Uno sguardo poi ai trend 2026: lo style strategist Paolo Lungo ha curato lo speech dedicato a moda e styling, anticipando colori, forme e tagli destinati a dominare il 2026. Il Google Ads Specialist Luigi Virginio ha invece mostrato come i nuovi strumenti digitali possono diventare alleati nell’organizzazione, nel marketing e nell’esperienza delle clienti.

 

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Il filo rosso che collega l’intero Festival può essere riassunto così: prima la relazione, poi la collaborazione, quindi il marketing. Da un lato, occorre “arrivare prima e meglio” al potenziale cliente grazie a partner autorevoli che rafforzano la reputazione dell’attività. Dall’altro, bisogna ricordare che ogni partnership è un’iniziativa a tempo, in cui il salone deve farsi carico dell’organizzazione per rendere semplice la vita ai partner.

Giorgio Pirani

Nella Photo cover: lo speech di Lele Canavero

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