Andrea Decouter, giovane hairstylist e fondatore di DecuTop Hairstylist a Millesimo (Savona), racconta al Festival “Collaborare per Crescere” di Bologna come ha trasformato una sfida personale in un progetto professionale curato, elegante e accogliente.
Andrea Decouter ha avviato DecuTop Hairstylist a Millesimo, un salone unisex dove l’atmosfera – elegante, rilassante e quasi familiare – è parte integrante dell’esperienza. La sua storia nasce in un momento di incertezza, durante la pandemia, quando da giovane dipendente si è ritrovato improvvisamente senza lavoro. Al Festival Collaborare per Crescere di Bologna, l’evento organizzato da Imprenditori della Bellezza di Lele Canavero, editore di questo magazine, ci ha spiegato come ha affrontato questa sfida: invece di cambiare strada, ha scelto di scommettere su sé stesso, sulla sua passione e sulla relazione di fiducia con la comunità del suo paese.
Come è nato il tuo salone e qual è stata la scintilla che ti ha spinto a intraprendere questo percorso?
Il mio salone è nato un po’ per caso. Durante il Covid lavoravo come dipendente in un altro salone: ero l’ultimo arrivato e sono stato il primo a essere mandato a casa. Nessuno assumeva, avevo appena finito la scuola e mi sono trovato davanti a un bivio: mandare curriculum in altri settori, abbandonando ciò per cui avevo studiato e che amavo, oppure provare a costruire qualcosa di mio.
Ho pensato che, essendo conosciuto nel mio paese come persona, potevo provare a farmi conoscere anche come professionista. Così ho deciso di aprire da solo, con un mix di incoscienza e quella giusta follia che serve per buttarsi. L’idea è nata tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Che tipo di servizi offri?
All’inizio proponevo un po’ di tutto, a prezzi bassi, perché tendevo a sminuirmi e pensavo di essere “l’ultima ruota del carro”. Volevo far entrare persone nel salone, capire cosa mi piacesse di più e in quali servizi mi sentissi davvero valido. Col tempo ho iniziato a definire meglio il mio stile e le specializzazioni su cui lavorare.
Quali sono i valori o la filosofia che guidano il tuo lavoro e che si riflettono nel salone?
In questi anni ho capito che la parola chiave del mio salone è “casa”. Mi piace che chi entra si senta accolto, libero, non giudicato. Un luogo dove si può parlare tanto o poco, dove ci si può esprimere per quello che si è davvero. L’atmosfera per me è fondamentale: voglio che le persone varchino quella porta e sentano calore e autenticità.

Quali sono i trend del momento? Cosa ti chiedono di più i clienti?
Ho un rapporto particolare con le mode: le guardo, certo, ma non le inseguo ciecamente. Preferisco partire dalla persona, dal suo gusto, dalle sue abitudini ed esigenze. La consulenza iniziale è fondamentale. Le tendenze sono uno spunto, poi però il taglio o il colore devono rispecchiare davvero chi ho davanti.
Come immagini l’evoluzione nei prossimi anni? Hai progetti per il futuro?
Di progetti ne ho tanti, forse troppi! Sicuramente mi piacerebbe ampliare il team e continuare a formare i ragazzi che lavorano con me. Mi affascina l’idea di essere una guida, un punto di riferimento.
La formazione, per ora, non la faccio ancora, ma sto ricevendo diverse richieste e sto pensando seriamente di iniziare. Probabilmente il prossimo anno muoverò i primi passi anche in quella direzione.

